San Francesco di Sales, Napoleone, Marengo

Foglietti scritti e infilati sotto l’uscio di casa o incollati al muro per propagare il Cristianesimo: l’attività pubblicistica di San Francesco di Sales (oggidì celebrato dalla chiesa cattolica) alias il vescovo di Ginevra è congiunta all’etichetta di ”Patrono dei Giornalisti” chiarita sull’enciclica Rerum Omnium Perturbationem (26 gennaio 1823) di Papa Pio XI. Altresì Napoleone è stato sedotto dalla comunicazione.

”Ognuno è libero di manifestare le opinioni però è responsabile per l’abuso descritto dalla legge”: l’articolo 11 (Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del cittadino, 26 agosto 1789) è ambiguo per introdurre la censura all’opinione pubblica creata dalla Rivoluzione francese accesa e difesa dalla sfilza poderosa di campagne stampa.

”Temo tre giornali più di centomila baionette” e ”Se lascio le briglie alla stampa, resterò al potere solo tre mesi”: la voce di Napoleone è il preludio al giornalismo asservito al potere. L’epoca napoleonica è definita dall’informazione diffusa sulle pagine di quattro quotidiani censurati (Le Journal de Paris, Le Moniteur, Le Journal de l’Empire, La Gazette de France) benedetti dalla tiratura (300mila copie) e reduci dall’eclissi di 70 giornali parigini. Le Moniteur è stato voluto dal leader còrso per fornire l’unica sorgente ufficiale ai giornalisti.

”Le informazioni devono essere prese soltanto dal Moniteur. Ogni notizia sfavorevole per la Francia deve essere messa in quarantena: i giornali devono sospettare l’origine inglese e devono esporre gli eventi lieti per il governo francese” è stato il diktat di Napoleone.

”Le gazzette di Napoleone valgono quanto un esercito di 300mila uomini” è stato detto dal Cancelliere Metternich (Impero austriaco).

La comunicazione mirata a diramare la propaganda assorbe il primo giornale alessandrino: la lingua francese è stata scelta per propagare le notizie di politica, scienza, varietà, cronaca, diffusione di leggi e di decreti sul foglio filogovernativo Gazette de Marengo (2 gennaio 1810 – 30 giugno 1814). La copia originale di otto pagine diffusa venerdì 9 febbraio 1810 è stata trasferita al polo culturale Marengo: il dono ”ad personam” è sopraggiunto dal collezionista anonimo al curatore Efrem Bovo. Il respiro cosmico emerge dagli articoli editi sulla rivista di trafiletti scritti per informare il lettore sullo scenario politico interno (da Parigi al dipartimento di Marengo) e mondiale (Cina, Germania, Province Illiriche, Regno di Napoli, Spagna).